BOLZANO : 29 settembre 2017

Ibu, operaio-cestista che porta indumenti nel «suo» Senegal

Tutto è iniziato cinque anni fa, quando Ibrahima Gaye, ragazzo originario di Dakar, in Senegal, giocava nell'allora serie C2 con i Piani Bolzano. «Avevo un amico che ogni anno tornava in Senegal – racconta Gaye –, quindi chiesi ai miei compagni di squadra se avessero delle scarpe o dei vestiti inutilizzati, che sarebbero finiti in cantina o nel bidone e, in quel caso, di non buttarli, ma di darli a me, così li avrei mandati in Senegal ai ragazzi di Dakar».
Da questa proposta è partito tutto: ogni anno, dalla stagione 2012/13, scarpe e capi di abbigliamento sportivi inutilizzati hanno attraversato il Mediterraneo a bordo del tir guidato dall'amico di "Ibu" - così lo chiamano i compagni di squadra e gli amici - per poi arrivare fino alla sua città, Dakar, e regalare un sorriso a tutti i ragazzi che non hanno la possibilità di comprare dei vestiti per giocare.
«Sono nato e cresciuto con una parte di quei ragazzi. Ero povero come loro, poi sono venuto in Italia e le cose sono cambiate. Lavorando qui sono riuscito a comprarmi delle cose che prima non mi sarei potuto permettere, quindi ho pensato che aiutare chi non ha avuto la mia stessa fortuna fosse doveroso. Sono tutti entusiasti di quest'iniziativa. Amano giocare, ma non ne hanno la possibilità. Spero riescano a crescere anche dal lato tecnico – continua Gaye –, poi un'idea per lo step successivo è di costruire dei campetti, non solo da basket, per dare loro dei luoghi adatti per giocare. Ci sono anche tanti giovani che non conosco, molti sono anche più forti di me, ma non hanno avuto le mie stesse opportunità».
Una grande mano per portare avanti quest'iniziativa è stata data da Lorenzo D'Alessandro, suo ex compagno di squadra ai Piani, che da due stagioni gioca in serie B a Cento, in Emilia Romagna: «“Lollo” ci ha messo il cento per cento fin dal primo giorno. Quest'anno ha procurato lui tutto il materiale» racconta Ibrahima Gaye. «Anche i miei nuovi compagni di squadra hanno voluto aderire – spiega Lorenzo D'Alessandro –. Stiamo riuscendo a dare una grande mano, perché nella nostra categoria cambiamo anche quattro paia di scarpe in un anno, quindi basta fare i conti su una decina di giocatori per capire come fortunatamente riusciamo a contribuire».
Entrambi parlano di fortuna, Gaye perché nonostante le fatiche che deve affrontare per vivere in Italia è grato di poterlo fare, D'Alessandro invece perché dimostra di tenere molto a questa iniziativa. «Mi sono accorto che grazie a "Ibu" c'era la possibilità di portare facilmente del materiale in Senegal, quindi penso non si potesse far altro che contribuire – racconta D'Alessandro – Ci siamo messi a
tavolino e ho deciso di creare anche una pagina su Facebook». La pagina, che ora ha una sessantina di seguaci, si chiama «Un pensiero per il Senegal».


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