TORINO : 14 settembre 2017
Mafia nigeriana a Torino, l'imputato: "Siamo un'associazione caritatevole
Una versione contestata fortemente dal pm Stefano Castellani, che ha esclamato: "Sentire queste cose mi fa cascare le braccia, ci sono delle intercettazioni che parlano chiaramente”


L’esistenza della “mafia nigeriana” a Torino è “provata” dal fatto che durante l’indagine, già soltanto nelle intercettazioni, emergeva “l’esistenza di struttura gerarchica, di cariche e ruoli, di una terminologia specifica per riferirsi a soggetti e vicende della vita associativa, che ha le sue articolazioni territoriali”.
Così il pm Stefano Castellani, che questa mattina ha iniziato la requisitoria contro gli imputati della mafia nigeriana. Sono una ventina e alcuni di loro si trovano in carcere. Prima dell’intervento della pubblica accusa, alcuni indagati hanno chiesto di rendere spontanee dichiarazioni. Tra questi, Douglas Okundaie, difeso dall’avvocato Manuel Perga. “Maphite è un’organizzazione nata in Nigeria nel 1978 nell’Università di Benin City – ha premesso - quando un membro finisce l’università, diventa un membro supremo del consiglio".
"Sono i membri di questo consiglio che hanno riformato il nome di questa associazione da Maphite in Gca. L’obiettivo è promuovere lo spirito di amicizia e fraternità tra i membri, creando una grande famiglia, per scopi sostanzialmente filantropici, aiutando membri più poveri della società stessa”.
Una versione delle cose contestata fortemente dal pm Castellani, che ha esclamato: "Abbiamo registrato le conversazioni della più importante riunione dei Maphite avvenuta negli ultimi dieci anni, a Bologna, dove era arrivato il dominus internazionale, un latitante, che diceva che fuori da quel luogo segreto nessuno doveva parlare se no rischiavano l’arresto. Sentire che ora mi si dica che era un'associazione benefica caritatevole mi fa cascare le braccia”.
Dall’attività degli inquirenti - i membri della squadra antitratta dei vigili - era emerso quanto fosse “pericolosa” la mafia nigeriana, divisa a Torino in due bande, gli Eiye e i Maphite, che si contendono la zona di Madonna di Campagna per la droga, lo sfruttamento delle prostitute e la tratta degli esseri umani.La requisitoria proseguirà nei prossimi giorni.

 

 

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